La Borrellyci presenta ancora la sua struttura
peculiare, con un'evidente anticoda che la rende unica in questi mesi. Già nel suo precedente
passaggio nel Sistema Solare interno, nel 1994, mi incuriosì la sua forma, quindi osservo con
attenzione ogni sua ripresa fatta ora dai soci del nostro gruppo, sei anni dopo.
La sua luminosità è scesa alla quattordicesima magnitudine, ma la chioma resta facilmente visibile.
Nelle pagine precedenti c'erano pure delle elaborazioni a colori dei particolari ripresi nelle
immagini grandi in bianco e nero, le quali mostravano molto meglio i dettagli più piccoli, ma nel
complesso anche qui si vedono bene la coda molto più allungata rispetto al mese precedente,
passata dai 5' agli 11' d'arco, con l'anticoda rimasta di 1'. Ricordo che l'anticoda è quella
visibile qui a sinistra in basso del nucleo e vi vede poche volte nelle comete.
Nell'osservazione del 16.03 dicembre, fatta da Paolo Beltrame, la cometa aveva una magnitudine di
+14.0. Le stelle che hanno un aspetto "strano" sono un po' deformate dalla saturazione luminosa
dei pixel che le rappresentano.
Anche se non presento l'immagine del 29 dicembre 2001, qui sotto riporto la misura di Rolando:
Dec. 29.02 UT, 12.4, +0.8 (R. Ligustri, Talmassons, Italy, 0,35m reflector+CCD)
L'immagine ha una dimensione di 300 x 361 pixel ed è a 256 toni di grigio; occupa 411.8 KB, qui
compressi a 37 KB. Cliccandola l'aprirete a 417 x 502 pixel. Il campo inquadrato è di 16' x 16',
mentre la risoluzione è di 2.5"/pixel. |