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19:58 T.U.
Immagini di
Rubes TURCHETTI
Riprese dall'Osservatorio
Astronomico di Talmassons (Ud)
Sezione
Nebulose
Horsehead Nebula in Orion (B33): 89 KB; click on the image to enlarge Horsehead Nebula in Orion (B33): 89 KB; click on the image to enlarge
NEBULOSE TESTA DI CAVALLO (HORSEHEAD NEBULA) E IC 434
La Testa di Cavallo viene catalogata anche come: Barnard 33 (B 33)
Ascensione retta: 05h 40m 59,8s ; declinazione: -02° 24' 13" (2000,0)
Dimensioni: diametro 60,0'
Separazione da Alnitak (Zeta Orionis): 00° 27' 41"

Quando Rubes Turchetti inaugurò il suo lavoro presso l'Osservatorio Astronomico di Talmassons nel gennaio 2001, con la ripresa proprio della nebulosa qui inquadrata, egli era un nuovo socio del CAST. Iniziava la sua attività con una bella ripresa della più famosa nebulosa oscura. A distanza di sei anni riprese nuovamente la più famosa delle nebulose oscure osservabili.
La Testa di Cavallo, Horsehead Nebula in inglese, nel catalogo delle nebulose oscure redatto dall'astronomo americano Barnard viene identificata come B33 ed è associata al complesso nebulare di IC 434, la brillante nebulosa rossa che si vede dietro di essa e che mostra la scura B33 per contrasto. La Testa di Cavallo è un agglomerato di polveri e particelle (grani) i quali bloccano la luce della nebulosa luminosa dietro di essa, mentre la nebulosa a emissione IC 434 è una lunga e sottile zona rossa, formata da un filamento di idrogeno ionizzato il quale scende da nord a sud, forse a partire dalla stella Zeta Orionis, dalla quale dista circa mezzo grado. Astronomicamente parlando la nebulosa è situata poco al di sotto della "cintura" della figura del mitico cacciatore Orione disegnata nel cielo invernale. Tali strutture possono essere viste nella loro bellezza solamente mediante la ripresa fotografica o ccd a lunga posa.
Presso la cintura della figura mitologica, ci sono altri oggetti molto interessanti. In alto a sinistra, oltre il bordo dell'inquadratura, si trova Zeta Orionis (la stella Alnitak) di magnitudine 1,79, mentre sopra il bordo ci sono la epsilon (Alnilam) di magnitudine 1,70 e la delta (Mintaka) di magnitudine 2,20. Tutte e tre sono supergiganti azzurre, stelle estremamente giovani e massicce, le quali irradiano principalmente nelle regioni ultravioletta e blu dello spettro elettromagnetico. Si trovano al centro della costellazione e formano la cosiddetta Cintura di Orione. In basso a destra, ben oltre il bordo della ripresa ci trovano le nebulose associate a M 42, la più bella e famosa nebulosa del cielo, identificata da tutti col nome proprio di Nebulosa di Orione.

Il primo ad osservare B 33 fu probabilmente E. Pickering in una fotografica da lui presa nel 1889. Inizialmente non si era data molta importanza alla figura visibile sulla lastra fotografica, poiché solo molto dopo fu riconosciuta come una massa oscura che si frappone tra noi e una massa gassosa illuminata probabilmente dalla stella Zeta Orionis. L'estensione del bordo della nube oscura, di cui la nebulosa "Testa di cavallo" fa parte, misura circa 12 anni luce. Alcuni ricercatori ritengono che la regione ripresa in questa immagine sia in realtà un'area in cui due grandi nubi, una oscura e una brillante, si stiano scontrando fra di loro.

Note dal Catalogo NGC2000:
neb, 60' l, south from zeta Ori
IC 434: nebula, 60' little (adv.); long (adj.), south from zeta Ori

Commenti dalle Osservazioni di Steve Coe:
IC 434 and B 33 is a much-photographed region that includes the Horsehead Nebula (B 33). IC 434 is a faint streamer of emission nebula that is south of Zeta Ori. The Horsehead is a dark nebula that blots out a portion of IC 434 in the shape of a mare's head. I have seen the Horsehead in the 17.5 inch scope at 125X. With averted vision some light and dark detail could be seen, but it was tough. The Horsehead outline is small, maybe the size of the Ring Nebula.

Sono disponibili le immagine in alta definizione sia di b33_01_HD.jpg (2044x2891 pixel, per una dimensione di 33,8 MB compressi a 2.588 KB) che di b33_02_HD.jpg (2013x1559 pixel, per una dimensione di 17,1 MB compressi a 3.366 KB).

Nel sito sono presenti altre immagini che ritraggono l'oggetto delle immagini; vi segnalo: Barnard 33, la cui dimensione di 61 KB.
Un altro particolare dell'oggetto lo potete vedere cliccate IC 434. Quest'immagine fu la prima ripresa dell'oggetto col ccd dell'osservatorio, lo SBIG ST9E.
Una bella immagine a colori della Fiamma la potete vedere ripresa dal socio Mauro Zorzenon e un'immagine a colori a grande campo della zona venne ripresa da Marco Cosmacini.

L'immagine sopra a sinistra ha una dimensione di 1000x1414 pixel ed è a 16,8 milioni di colori, con una dimensione di 8,9 MB qui compressi a 89 KB. Cliccandola l'aprirete a 1000x1414 pixel.
L'immagine sopra a destra ha una dimensione di 417 x 502 pixel ed è a 16,8 milioni di colori, con una dimensione di 17,1 MB qui compressi a 52 KB. Cliccandola l'aprirete a 1000x774 pixel
La risoluzione di entrambe le immagini è di 2,35"/pixel.

Telescopio Riflettore: Newton da 350 mm, lunghezza focale di 1750 mm; f/5
CCD: SBIG ST10XMe
Tempo di integrazione luminanza (entrambe le immagini): somma di 30 pose da 180 secondi ciascuna (1,5 ore totali) in binning 1x1
Tempo di integrazione crominanze BVR (immagine a destra): somma di 4 pose da 180 secondi ciascuna in binning 2x2
Filtri impiegati: BV (BG) Johnson e R (R) Cousins
L'immagine di Rubes Turchetti del gennaio 2001 fu sostituita da quelle sopra il 24 agosto 2010.
Lo stesso avvenne per la ripresa di Rolando Ligustri, Paolo Beltrame e Luigi Guatto del 25/10/2001

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Copyright © 2003-2010 di Lucio Furlanetto (testo) e 2007 di Rubes Turchetti (immagini)
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Pagina caricata in rete: 26 febbraio 2003; ultimo aggiornamento (4º): 24 agosto 2010