logo 3 KB 20/04-25/05-17/06/1998 Immagini di
Rolando LIGUSTRI
Riprese da
Latisana (Ud)
Sezione
Supernovae
SN 1998aq: 19 KB
Immagine ripresa il 20/04/1998-22 T.U.
SN 1998aq: 17 KB
Immagine ripresa il 25/05/1998-21 T.U.
SN 1998aq: 20 KB
Immagine ripresa il 17/06/1998-22 T.U.
Supernova 1998aq in NGC 3982
Supernova di tipo Ia
Galassia catalogata anche come: UGC6918 / MCG9-20-36 / CGCG269-19 / PGC 37520
Ascensione retta galassia: 11h 56m 25s,5; declinazione: +55° 30' 08" (2000,0)
Dimensioni galassia: 2,4'x2,0'; magnitudine: 11,9

Nelle immagini di Rolando vediamo la supernova esplosa nella galassia NGC 3982, una "rotonda" galassia peculiare situata nella costellazione dell'Orsa Maggiore (Ursa Maior) e descritta dal Dreyer come: B,PL,R,G,SBM,DISC. Nelle didascalie sotto le immagini, si evince che le tre riprese sono distanziate di circa un mese l'una dall'altra; confrontandole si vede la diminuzione della luminosià della stella. Si rammenti che la focale delle immagini è diversa, quindi in quella al centro appare più grande la galassia e "apparentemente più luminosa la SN". Se si confronta la SN con la luminosità del nucleo della galassia si noterà che essa si è in realtà attenuata. Nella ripresa del 17 giugno 1998, la magnitudine della SN è di 14ª, ed è stata ripresa tra le nuvole.

Dalla circolare astronomica (IAUC 6875 del 13 aprile 1998) la Sn1998aq fu scoperta da Mark Armstrong. Posta in NGC 3982 ad A.R. = 11h56m25,76s, Decl. = +55°07'40,1" (AstroArts finder chart; Stefano Pesci detailed drawing; AAVSO finder chart) era localizzata 18" ovest e 7" nord dal centro di NGC 3982. Al momento della scoperta essa era di magnitudine 19,0, era di tipo Ia (Referenze IAUC 6876, 6878, 6880, 6884, 6898, 6909, 6937, 6978, 7070, 7103). Maggiori informazioni le troverete in questa pagina.

Una supernova è una stella gigante che, giunta alla fine della propria vita, collassa verso il proprio centro di gravitè. Ciò è dovuto al fatto che, l'esaurimento delle reazioni termonucleari che generano l'energia delle stelle non contrastano più la pressione della massa degli strati esterni, la quale diventa superiore alla pressione verso l'esterno generata dalla fusione nucleare degli atomi di idrogeno, deuterio, carbonio, ecc. L'onda d'urto del collasso si arresta nelle profondità della stella quando il rapidissimo innalzamento della temperatura, indotto dal collasso gravitazionale, riscalda il nucleo fino a miliardi di gradi Kelvin, inducendo reazioni termonucleari che producono gli elementi atomici oltre il ferro nella tavola periodica. A questo punto, il repentino accumulo d'energia prodotto dal nuovo ciclo di reazioni termonucleari, produce un'onda di rimbalzp verso gli strati più esterni del nucleo della stella. L'onda d'urto ha invertito la direzione del moto e si à riflessa verso l'esterno, inducendo un riscaldamento esplosivo degli strati esterni e generando la famosa "esplosione di supernova". In questi attimi circa un quarto della massa della stella viene scagliato nello spazio e la materia ionizzata, emettendo un quantitativo immenso di fotoni gamma, x e luminosi genera il repentino e strabiliante aumento di luminosità della stella. Ora la stella diviene miliardi di volte più luminosa del normale (se considerimo la sola banda visibile!), al punto che essa compete in luminosità con la stessa galassia che la ospita. In questa immagine si vede la supernova (in basso in un braccio a spirale della galassia) che è luminosa quanto il nucleo della stella galassia (composto da decine di miliardi di stelle). Se la massa rimasta dopo l'esplosione della stella "genitrice"è compresa tra 1,4 e circa 4 volte la massa del nostro Sole, allora la stella diventa una stella di neutroni che, quando il suo polo magnetico c'investe, vediamo come una pulsar ruotante molto rapidamente, con un periodo di rotazione che va da 0,3 a circa 3 secondi e dimensioni finali di qualche km di diametro. Se la massa finale supera quel valore, allora la stella collassa indefinitamente fino a diventare un buco nero (Black Hole in inglese) e "scompare per sempre" dal nostro universo dentro il suo orizzonte degli eventi (la superficie matematica la cui velocitÓ di fugaà uguale a quella della luce "c" nel vuoto). Le supernovae possono essere di Tipo I o di Tipo II caratterizzate da una diversa tipologia di stella genitrice ed una diversa formazione, ciascuna classe divisa a sua volta in altre sottoclassi.

L'immagine a sinistra (ripresa il 21/03/98) ha una dimensione di 402x402 pixel, in B/N a 256 toni di grigio; è di 159,6 KB, qui compressa a 19 KB.

L'immagine al centro (ripresa il 20/04/98) ha una dimensione di 376x369 pixel, in B/N a 256 toni di grigio; è di 136,5 KB, qui compressa a 17 KB.

L'immagine a destra (ripresa il 25/05/1998) ha una dimensione di 409x429 pixel, in B/N a 256 toni di grigio; è di 173,6 KB, compressa a 20 KB.

Telescopio: Meade 8" ; f/6,3 (immagine 1) e f/10 (immagine 2-3)
CCD: Starlight Express SXL8
Tempo di integrazione: 4 pose da 3 minuti ciascuna in binning 2x2 (immagine 1)
2 pose da 2 minuti ciascuna in binning 2x2 (immagine 2);
2 pose da 1 m. ciascuna in binning 2x2 (immagine 3)

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Copyright © 1998 di Lucio Furlanetto (testo) e Rolando Ligustri (immagine)
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Pagina caricata in rete: 30 aprile 1998; ultimo aggiornamento (5º): 25 agosto 2011